venerdì 15 gennaio 2010

Lara Krum

Sin da bambina passavo ore ed ore a guardar le stelle e mi sentivo come un granello di sabbia rinchiusa in questo piccolo pianeta ma con la voglia di visitare l' universo, i miei genitori sono 2 paesanotti che non vedono al di la del loro naso questo è il loro mondo e gia gli sembra troppo vasto , l' unico modo di evadere da questa realtà era quella di leggere
E di ascoltare le storie fantastiche di mondi lontani che sembravano un altro universo.La mia fanciullezza passo cosi senza nulla da raccontare la noia di un piccolo paesino , posso dire di aver iniziato a vivere a 16 anni quando incontrai Keron , un poco di buono passato per caso nel nostro paese, tutti lo trattavano come un appestato ma la mia curiosita e la mia lingua lunga mi fecero fare amicizia e piano piano lui si apri e inizio a raccontarmi come erano i pianeti evoluti e quante fantastiche cose c'erano la fuori , strane creature , poteri della mente mutanti ed anche creature venuti da altri mondi .Io ero affascinato da tutto questo e inizia a pendere dalle sua labbra mi parlo anche di strane sostanze che avrebbero aperto la mia mente io mi fidai stupidamente ed ebbi la mia prima esperienza psichedelica , finalmente percepivo tutto e tutti nella pienezza ma Keron non lo aveva fatto per farmi un favore ma per approfittare di me , e cosi fu , mi ritrovai il giorno dopo con un mal di testa tremendo e senza la mia virtu.
Per alcune settimane rimasi inebetita incapace di parlare e fare qualunque cosa , riuscii solo a scrivere e a spiegare quello che era successo alle autorità locali , volevo che impiccassero quel grandissimo figlio di puttana , ma la polizia locale era organizzata come le galline in un pollaio e fece poco nulla se non fare una generica denuncia e divulgare il volto del ricercato alle autorità superiori.
Fu difficile riprendermi ma alla fine ce la feci a ritrovare un po di sicurezza e a ritornare a quella che era la mia vita , ma nulla fu come prima , in paese tutti mi guardavano in modo strano era come se quello che era accaduto fosse stata colpa mia , alcuni pensavano addirittura che fossi stata consenziente e che avessi raccontato tutto per salvare il mio onore compromesso.
Mi rinchiusi ancora di piu in me stessa e nello studio e la lettura , dovevo scappare da quel paese e l' unico modo era vincere una borsa di studio per andare nella capitale e sapevo di potercela fare; mesi dopo l' accaduto arrivo una delegazione dall' Imperium e inizio a fare molte domande su quello strano viandante , ovviamente io fui interrogata piu e piu volte , ero molto impaurita c'erano strani personaggi che fino ad ora avevo solo immaginato, fui anche ipnotizzata e credo che qualcuno frugo nella mia mente o mi drogarono xè dopo un interrogatorio mi svegliai 2 giorni dopo completamente sconvolta e la delegazione era gia ripartita.
Ovviamente keron non era una persona comune per interessare persone cosi importanti ma ora non me ne potevo occupare , 'lunico mio obbiettivo era vincere quella borsa di studio per la capitale e alla fine riuscii nel mio scopo, finalmente sarei potuta uscire da quel buco di paese e conoscere il mondo.
Partii per gli studi universitari piena di entusiasmo ma l' impatto con la capitale non fu affatto semplice , mi pareva un formicaio enorme ma pieno di molte cose entusiasmanti .L' università fu una cosa entusiasmante , avevo mille stimoli ed oltre le lezioni che seguivo assiduamente , c' erano 1000 cosa da fare ed imparare e io passai tutto il primo anno a studiare e a seguire tutti gli svariati corsi di approfondimento, intanto iniziai a crescere e a rendermi conto che ero molto apprezzata come donna e iniziai a frequentare molti uomini divertendomi a prenderli in giro tutti era la mia particolare vendetta verso il genere maschile.
Tutto andava bene finche al 2 anno iniziai a seguire i corsi di ipnosi regressiva , alla prima seduta quando cercai di ricordare cio che era accaduto con keron o durante l' interrogatorio Imperiale la mia mente cedette , mi risvegliai in un letto di ospedale dopo alcuni giorni con un tremendo mal di testa .Dopo essere stata dimessa iniziai a dormire poco e fare strani sogni , quasi ogni notte mi svegliavo urlando madida di sudore ma non ricordavo nulla di quello che avevo sognato, l' unica spiegazione era che il warp mi aveva toccato e sconvolto la mia mente, iniziai a studiare con discrezione questi fenomeni e a cercare tutto quello che era al limite del consentito rischiando anche piu volte di finire male, entrai in una setta per cercare di incontrare il loro leader che dicevano avere grandi poteri mentali ma si rivelo solo un covo di piccoli depravati che volevano solo fornicare e drogarsi
.Fortunosamente i miei incubi iniziarono a svanire e tornai a concentrarmi nello studio ma il pensiero di capire cosa era accaduto alla mia mente non mi abbandonava ma sapevo che prima o poi sarebbe arrivata l' occasione di capire forse non ero ancora pronta per comprendere ma tutto quello che mi era accaduto doveva avere una spiegazione.
Mi laureai in modo piuttosto brillante e davanti a me c' erano ottime possibilita ma il cuore della mia povera mamma inizio a cedere e dovetti ritornare temporaneamente nel mio paesino per curare i miei genitori , li riuscii ad aprire un piccolo studio che ebbe un discreto successo essendo anche l' unico in una vasta zona , tutto procedeva bene , mia mamma si stava riprendendo, i clienti continuavano ad aumentare finche non accade un fatto assurdo, uno dei mie pazienti effettuo atti osceni in luoghi pubblici e io ne fui incolpata e incarcerata insieme ad una banda di zoticoni

IL DIARIO DI LARA 1, prigionia e strani sogni


Tra le cose strane accadute nella mia vita quella di essere arrestata x colpa di un mio paziente che si è masturbato nella piazza del paese è sicuramente una delle piu assurde.
Ma come tutto nella vita nulla avviene per caso e questo mi da la possibilita di studiare una realtà, quella delle carceri, che fino ad ora non avevo fortunosamente mai conosciuto.
Ma iniziamo dal principio, insieme a me sono stati arrestati altri 5 bifolchi arrestati per reati assurdi , iniziero a studiarli per la mia mappa della psiche umana, alcuni sono degli elementi abbastanza interessanti.Uno è il classico esaltato con l’ impero che si è bevuto tutte le idiozie che per fortuna non sono ancora arrivate in questo piccolo mondo, c’è ben poco da fare con lui se non sedarlo e fargli una lobotomia, credo pero che potro’ divertirmi con lui in fondo sono come bambini che giocano con un solo gioco, credo sia stato incarcerato per aver picchiato qualcuno che riteneva essere un mostro abominevole.
Un altro lo avevo gia visto in paese è la guardia giurata del centro commerciale, mi pare una persona normale senza infamia e senza lode, lo hanno messo dentro per un furto eccessivo di carrelli , ma sono questo gli elementi che possono nascondere le cose piu turpi.
Uno è un buttafuori , ha spaccato un braccio a qualcuno, il classico uomo che mangia caga si masturba e guarda la tv , tutto quello che va oltre a questi concetti è troppo complicata per il suo cervello, ogni tanto pero ha qualche battuta da camionista che è quasi divertente.
Un altro credo si occupi di derattizzazioni , è dentro per aver ucciso non solo topi ma anche qualche pollo, questo mi preoccupa un po’ parla poco ma è attento e studia le situazioni pare un tizio furbo e controllato, dovro studiarlo bene ma con discrezione.
L’ ultimo credo sia una guardia privata o qualcosa di simile, pare sia dentro per aver fatto pasticci con gli esplosivi, è brutto come la fame e guercio da un occhio ma è un uomo molto sicuro di se , capace credo di gestire situazioni pericolose , dovro lisciargli un po il pelo è sempre utile avere un uomo che possa aiutare una signora nelle situazioni che non gli si addicono.
Appena entrati in carcere nel cortile comune subito una ninfomane mi salta addosso , non che disdegni certe attenzioni ma non davanti a tutti , ero un po nervosa e la mia razione è stata esagerata , una bella testata per far capire che non sono una che si fa rispettare , i secondini intervengono e mi prendo una bella scarica elettrica.
Mi sveglio in cella con 2 povere donne , una maniaca della casa incarcerata per un fantomatico furto di posate e una contadinotta forte come un torello che aveva spezzato il braccio alla vicina di casa, me le faccio presto amiche e le tengo buone promettendogli di intercedere per loro presso il direttore e conquisto la loro fiducia.
Passa un giorno e il direttore del carcere ci riunisce dicendo che il fantomatico giudice della corte che doveva passare a giudicarci non passera e possiamo scambiare la nostra pena detentiva lavorando per il carcere e pagando dopo 2 settimana una piccola ammenda, oppure affrontare un processo in piena regola, ovviamente è una scelta obbligata ma io ne sono felice xè potro’ lavorare in infermeria e conoscere il medico del carcere; unica nota della giornata è l’ incidente con Motombo , un energumeno nero che all’ ora di cena pare completamente inebetito ma quando passa vicino a lui Auron gli da una manata impressionante che lo fa svenire , lo mette supino ed in un batter d’occhio lo incula selvaggiamente,
l’ intervento pronto dei compagni e delle guardie non salva Auron da un esperienza poco piacevole, Motombo viene stordito e messo in isolamento auron va in infermeria per una dose doppia di vaselina, credo avra bisogno del mio aiuto per superare l’ esperienza e sara istruttivo e divertente averlo in cura.
Quella stessa notte ebbi un sogno incredibile, tutto era vivido come fosse reale ero in una citta e sentivo una voce alle mie spalle senza mai senza mai vedere da dove arrivasse, dopo essermi concentrata riuscii a vedere che derivava da un ghepardo e lo scenario cambio completamente, ero in una foresta e una donna bellissima mi parla e dice di trovare il suo animale che corre velocissimo , ancora una volta stupendola trovo l’ animale e l’ entita sembra stupita delle mie percezioni si avvicina a me è mi fa una domanda , se tutto cio è piu facile o piu difficile di quello che penso, rispondo difficile e non è la risposta esatta l’ entita mi saluta e mi sveglio madida di sudore.
I maledetti sogni erano tornati ma questa volta è stato diverso non subivo passivamente il sogno ma ero attiva e vigile, dai mie studi so benissimo che questa è cosa rarissima e da quello che so il Warp mi aveva toccato, anzi qualcuno/a o qualche entita voleva comunicare con me e mi aveva chiesto se ero pronta a capire i sogni, forse era arrivato il momento
Che avrei capito qualcosa di piu di molte cose accadute nella mia vita.

domenica 27 dicembre 2009

Andrei Gheorghi Ivok

Per chi prestava servizio nel principale corpo di polizia Imperiale molte strade potevano portare alla morte. Ivok ne aveva scelta una che non solo portava alla morte, ma spesso anche all’annientamento totale.
EED. Esperto di Esplosivi e Demolizione, artificiere.
Forse non aveva scelto lui quella strada, forse non aveva scelto nulla, era nel suo destino e basta. Non avrebbe dovuto avere un punteggio di 6 su 6 ai test tecnici, non avrebbe dovuto avere una lettera di raccomandazione dal suo professore di chimica.
La sorte lo aveva portato verso un lavoro che non avrebbe mai pensato di fare.
A volte il suo compito consisteva semplicemente nel far saltare una porta blindata o un muro, in modo da permettere alle squadre swat di entrare in un edificio o in una nave sequestrata.
Altre volte c’era da fare esplodere un residuato bellico, o rendere inoffensiva una testata inesplosa.
Spesso il suo lavoro consisteva nel disinnescare bombe.
Autobombe, trappole esplosive, mine. Un’infinita’ di terroristi, cultisti, pazzi, malavitosi, mercenari costruivano e piazzavano un’infinita’ di tipi di bombe. Tonnellate di tritolo, dinamite, esplosivo di tutti i tipi, inneschi di tutti i tipi, l’intero campionario della demolizione totale.
Avevano iniziato il corso in 122 all’accademia EED.
7 di loro erano morti gia’ durante l’addestramento, a due anni dal diploma solo in 30 erano ancora vivi. Proprio il giorno del secondo anniversario dal diploma era stato il suo vecchio amico Lucas Bar a pescare la carta sbagliata.
Stava disinnescando una trappola esplosiva, 35 kg di plastico lasciato sull’arcata di un ponte da un gruppo terroristico mai sentito.
Forse aveva sbagliato qualche cosa, forse era stata solo sfortuna.
Di Bar era rimasto solamente un alone su un muro mezzo demolito dall’esplosione. La traccia di un corpo lasciata dalla carne, dal grasso, dalle ossa tramutati in gas incandescente.
Ivok aveva continuato a giocare con gli esplosivi senza che gli capitasse nulla….. fino al suo Giorno Nero,
Era stato chiamato per controllare una macchina parcheggiata davanti ad una scuola militare. Una soffiata aveva suggerito che fosse una bomba.
Aveva indossato una pesante corazza da artificiere ed aveva fatto un lento giro attorno all’auto, mentre una squadra di fucilieri di supporto creava un perimetro di sicurezza attorno a lui.
A prima vista sembrava un ordigno rudimentale. Quattro grosse bombole di propano con l’ugello aperto dentro l’abitacolo, im mezzo alcuni candelotti di dinamite. Una sveglia da cui uscivano alcuni fili elettrici scoperti legata al volante. Semplice ed efficace. L’abitacolo pieno di ossigeno e gas, la scintilla provocata dalla sveglia a fare da detonatore. Semplice ed efficace, economico.
Ivok aveva usato un lungo coltello dalla lama sottile per togliere un pezzo di guarnizione da un finestrino e poi aveva abbassato un vetro a meta’.
Si era seduto ad aspettare che il gas si disperdesse per poi entrare e finire di disinnescare l’ordigno, ma era stato assalito da un senso di insoddisfazione.
Qualche cosa non quadrava.
Si era alzato nuovamente alla ricerca di quel particolare fuori posto che il suo sesto senso gli aveva suggerito e dopo alcuni minuti lo aveva trovato.
La macchina era molto bassa sulle ruote di dietro, come se nel bagagliaio ci fosse qualche cosa di molto pesante.
Aveva aperto con cautela il baule, e davanti al contenuto era sbiancato.
Quattro granate da obice da 150mm collegate ad un complesso innesco.
Abbastanza esplosivo da spazzare via ogni forma di vita nel raggio di 150 metri.
Aveva seguito con calma i cavi elettrici attraverso il bagagliaio ed i sedili ed era arrivato a dei minuscoli sensori di movimento che puntavano verso le porte.
Se avesse aperto una portiera, o anche solo rotto un vetro i sensori avrebbero fatto esplodere diverse decine di kg di esplosivo militare spazzando via lui e la squadra di supporto.
Il bastardo che aveva preparato l’autobomba mirava ad ucciderli, e sapeva quello che faceva. I sensori erano roba costosa e sofisticata che non si comprava al supermercato di zona.
Ivok aveva fatto segno agli altri uomini di allontanarsi, si era tolto l’elmo per vedere meglio, conscio che la corazza lo avrebbe forse protetto dall’esplosione del propano ma non dalle granate. Aveva studiato nuovamente l’innesco alla ricerca della batteria di alimentazione ma non ;’aveva trovata.
Si era portato verso il cofano dell’auto e l’aveva aperto con prudenza.
Alla batteria della macchina era collegato un filo supplementare che andava verso l’interno, ed una nuova trappola esplosiva.
Ci aveva messo un’ora a smontarla ed a tagliare il filo.
A quel punto aveva tirato un sospiro di sollievo e si era asciugato il sudore. La squadra si era avvicinata nuovamente.
Ivok d’istinto aveva guardato in alto ed aveva visto su un tetto poco lontano un uomo guardarlo con un binocolo e mettere mano ad un cellulare.
Allora aveva capito …… anche il secondo innesco era una trappola, il terrorista aveva un comando a distanza per la bomba.
Ivok era riuscito a correre per alcuni metri, si era gettato dietro un pesante autocarro proprio mentre la bomba esplodeva.
Il mezzo gli era precipitato addosso ed improvvisamente tutto era stato buio.
Cinque uomini morti, lui in fin di vita per mesi.
Aveva avuto un braccio e tre costole rotte , aveva perso l’occhio sinistro.
Quando era riemerso dal coma uno psicologo militare lo aveva ritenuto non piu’ idoneo al servizio, e dopo tanti anni di servizio ad Ivok erano rimasti solo un’orbita vuota, una piccola pensione da veterano ed un lavoro mal pagato in una piccola polizia provinciale di un pianeta dimenticato dall’Imperatore

La mattina alzandosi si diceva -Almeno sono vivo - Ed andava a svolgere compiti infimi indegni della sua esperienza come EED, sempre piu’ stanco e svogliato, inconsapevole che la cattiva sorta non era ancora soddisfatta.
Una mattina stava preparando un detonatore che avrebbe usato per una piccola carica esplosiva ad uso minerario.
Lavorava sul detonatore a tempo lasciandolo attaccato alla spoletta proprio in mezzo al TNT. Una mancanza di prudenza incredibile per la quale i suoi istruttori gli avrebbero portato via la pelle dal collo. Imprudenza dovuta alla noia di quel lavoro di routine, mesi prima non avrebbe fatto nulla del genere.
Uno strano tipo busso’ al capanno chiedendo ad Ivok se aveva da cambiargli una banconota da 100 in spiccioli, che gli servivano per il carrello della Conad.
Andrei proprio quel giorno aveva preso il barattolo degli spiccioli con l’intenzione di cambiarli in banconote. Il barattolo era in ufficio e non gli parve vero dell’occasione di sbarazzarsi degli spiccioli senza dover pregare qualche noioso negoziante.
Sopra pensiero mise giu’ il detonatore ed inavvertitamente fece scattare il timer.
I due si portarono all’ufficio dove Ivok svuoto’ il barattolo.
Conteneva 114 monete da un dollaro, lo strano uomo li prese tutti lasciando in cambio sei banconote da 20.
Ivok tutto contento saluto’ l’uomo che si allontanava e fece per intascare le banconote quando un’esplosione gli fece capire che aveva fatto un’enorme cazzata.

Normalmente l’aver fatto esplodere la baracca e quel po’ di TNT gli sarebbe solo costato il posto di lavoro, la sfortuna voleva che fosse tempo di mostrare i muscoli per lo sceriffo del posto e quindi era finito pure in prigione.
Dopo una noiosa ramanzina si era trovato in un cortile con un gruppo di energumeni pelosi, la guardia della Conad ed un uomo che per lavoro uccideva ratti e scarafaggi.
C’era pure una figa di legno, antipatica come un dito nell’occhio, una mezza lesbica dalle mani adunche. In cinque minuti era riuscita a far picchiare se stessa e due detenuti dalle guardie, meglio starle alla larga.
Tutto sommato i trogloditi sembravano gente alla mano, nel complesso il posto faceva schifo come ci si puo’ aspettare da una prigione di campagna.
Mentre ivok pensava che peggio di cosi’ non poteva andare tra le acclamazioni della folla entro’ in scena Motombo, il gigante ricchione.
Lex artificiere ebbe per un attimo un bruttissimo presentimento, ma alla fine fu messo in cella con due altri.
Il buco del suo culo fece un sospiro di sollievo.
I suoi due compagni erano un piccolo truffatore, un borghesoccio molto nervoso, ed un grosso energumeno probabilmente li per rissa, un elemento da tenere d’occhio. Andrei era un passabile lottatore probabilmente non sarebbe stato un problema sistemare il teppista.

Andrei guardava attraverso le sbarre della cella, appoggiato al muro, meditando su quanto la sua vita stava cadendo sempre piu' in basso ed aspettando l'ora di cena per fare almeno due passi.
Giusto per non farsi mancare nulla, il ciccione pelato e puzzone con pretese da duro si mise ad attaccare briga.
Dopo una vita nelle caserme Andrei sapeva come trattare questi bulli, lo colse mentre scendeva dalla branda con un pugno devastante all'osso sacro mettendolo a ko. Avrebbe fatto anche di peggio al puzzone non si fosse messo in mezzo l'altro carcerato.
Seppe poi che anche gli altri si erano trovati malino con i compagnucci di cella, chi per aver ricevuto proposte oscene chi per aver ricevuto sbrloni, chi per averli cercati di sgozzare con i denti (Auron ) ed essere stato sedato.
La cena non era neanche male, non fosse stato per il fatto che il buon Motombo si mise ad inchiappettare il povero Auron, personaggio che gia' aveva seri problemi di autocontrollo e certo non era un esempio di bellezza.... ma bello e' cio' che piace non cio' che e' bello.
Dopo questa meravigliosa visione fu offerto loro di scegliere tra i lavori forzati ed il carcere in cella, e chi piu' chi meno scelsero di lavorare, fosse solo per stare un poco all'aria aperta.
La sera tutti fecero strani sogni... strani in modo inquietante su cui la mattina dopo la donna del gruppo prese ad indagare in modo petulante.
Le guardie avevano un concetto tutto loro di sicurezza per cui lasciavano tutta sta gente assieme con coltelli e forchette di ferro in mano. Giustamente il buon Auron, detto Auron dall'ano bollente, colse l'occasione per vendicarsi del buon Motombo e gli diede due buon coltellate, quasi ammazzandolo, e fu nuovamente sedato e portato via. Un vecchio scemo si suicido' nel mentre senza un apparente motivo
Andrei sempre piu' sconsolato penso che quel posto era veramente pericoloso e che se ne doveva andare alla svelta.

La giornata di lavoro dei carcerati si rivelo'faticosa ma tranquilla.
Andrei ebbe l'occasione di giocare un po' con gli esplosivi, altri si dieddero a spaccare la legna a colpi di ascia.
A parte qualche piccolo screzio tra detenuti una giornata liscia al termine della quale il piccolo gruppo si riuni davanti al vicedirettore.
L'uomo si sbottono con i carcerati parlando loro di attivita' caotiche sulle quali l'Impero stava indagando e propose loro una grossa ricompensa indirizzandoli verso un gruppo di guardie che era stato assunto di recente e sembrava essere il fulcro attorno a cui si sviluppavano stranezze grandi e piccole.
Andrei ascolto' con attenzione, transali brevemente sentendo la somma che gli veniva offerta pensando che se proponevano un tal compenso era perche' pensavano che non lo avrebbero dovuto poi pagare.
Tornarono ai loro alloggi, dove un compagno di cella mostro' di possedere strani poteri per intimorire il guerriero e chiedergli di fare il doppio gioco e stare dalla sua parte .
Un bel tutti contro tutti con loro come pedine.
La banda si incontro' nelle docce e decisero di provare a seguire il vicedirettore.
Ad un successivo incontro privato con Logan Andrei ebbe un indizio su chi potesse rappresentare il suo compagno di cella..... Inquisizione, sempre peggio.
Il giorno dopo nei boschi furono assaliti da una banda di cani selvatici.
I 4 enrgumeni pelosi erano armati di asce e coltelli a catena , Andrei delle sue sole mani.
Il guerriero vice le guardie che li accompagnavano estrarre le pistole e penso - meno male ci penseranno loro-
Un cazzo, Logan che era un bravo ragazzo ma di pistole non capiva un cazzo ne uccise uno per sbaglio, gli altri manco quello.
Andrei fu morso ma fece fuori una bestia a calci e pugni, gli altri ne spacciarono altre 3.
Tornati al campo base scoprirono che l'assalto dei canni selvatici era stata la parte bella della giornata.
Un terremoto squasso' il carcere ed un gigantesco braccio metallico emerse dal cortile.
Fu il panico, il fuggi fuggi.
Il povero Auron cu centrato da una tegola e stramazzo al suolo.
Corsero verso l'armeria recuperando per strada vicedirettore e guardie amiche e si trovarono a combattere contro una guardia pazza di rabbia ed armata di spada.
A risolvere la situazione fu l'omino della Conad che con un destro portentoso ruppe collo e testa alla guardia furiosa.
L'uomo Sali' non poco nella considerazione del veterano

La piccolo banda si diresse verso i magazzini mentre la terra tremava, e mentre Andrei razziava candelotti di tnt gli altri aprivano l'armeria. Curiosamente fu la strana coppia Darla Motombo ad avere la meglio sul cancello, grazie alla forza brutta di lei ed all'arguzia del negrone probabilmente.
In breve in guerriero si ritrovo' una piccola pistola alla cintura, un calibro 12 in mano ed un po' di esplosivo sulla schiena. L'uomo Conad era armato piu' o meno allo stesso modo ma sentendo la neccessita' di avere uno zaino corse a cercarne uno ..... e anche gli altri erano poi riusciti a procurarsi qualche cosa. Orius avrebbe voluto una spara chiodi, gli proposero pistole e armi di tutti i tipi.... ma senza la sparachiodi si ritrovo' indignato ed indisposto e preferi' rimanere disarmato.
Andrei si mise di guardia mentre gli altri cercavano di procurarsi cibo e attrezzi, mossa azzeccata perche' poco dopo arrivarono un paio di guardie idrofobe che l'ex Arbitres sistemo' in una breve sparatoria. Il 12 e' sempre un bel calibro.
Mentre Andrei ricaricava il fucile Darla ed il Legionario si misero a spogliare i corpi dei morti e curiosamente furono assaliti da un cyborg terminator che si rivelo' immune ai proiettili e dotato di un lanciafiamme con cui diede una rosolata ai tre. Odore di pollo bruciato ovunque nella prigione.
Motombo e Conad ripiegarono portandosi via i feriti, Andrei preparo' una carica da demolizione devastante con cui elimino' un paio di cyborg (perche' ne era arrivato un altro nel frattempo) e mezza prigione.
Uscirono dalle macerie abbastanza malconci ed attraverso il bosco ripiegarono verso un accampamento di Arbitres in ricognizione.
Andrei parlo' per mezz'ora con il legionario svenuto e Darla chiese se il manganello elettrico vibrava..... decisamente erano tutti un po' sfasati dopo i fatti del giorno.
Darla, invece di darla a tutti come richiesto a gran voce tento' di curarli con l'effetto unico e solo di stabilizzare chi gia' stava bene....... avrebbe appunto fatto bene a darla cosi' sarebbe stata darla di nome e di fatto.
Fuggirono comunque appena in tempo dato che iniziarono ad apparire mostri giganti che gli altri avevano visto nei sogni.... come Andrei aveva visto il gigantesco androide e la musica ossessiva.L'omino della conad continuava a chiamare il giga rinoceronte il Bue, aprendo un mondo su cosa si mangiava quando si prendeva manzo alla Conad.....
Gli arbitres li accolsero tra loro, anche perche' l'avvelenatore era un cuoco sorprendentemente bravo e Darla... be con quel nome..... faceva ben sperare.
Conobbero un medico prete, un po' di personaggi vari e risalto' fuori menarello con le sue proposte oscene.
A sera. Dopo l'ottima cena preparata dal bravo Orius, Andrei rifletteva sui fatti della giornata e del suo ritorno tra i ranghi degli Arbitres. Unico fatto buono nel marasma caotico che era diventata la sua vita ultimamente, vita che sarebbe probabilmente finita il giorno che l'inquisizione si fosse resa conto di cosa avveniva su quel mondo.
Un paio di incrociatori pesanti avrebbero sterilizzato il pianeta con tutti loro sopra probabilmente.... fu strappato dai suoi pensieri carichi di rosea speranza da un'ombra che passo tra guardie e sensori.
Un colpo del 12 piu' per avvertimento che per colpire qualche cosa e tutto l'accampamento fu sul piede di guerra.
Andrei guardo' insospettito Angel, la ragazza Arbitres che era fuggita dalla prigione con loro e che sembrava essersi trovata sulla strada dell'ombra ora scomparsa e risultava stranita.
Chiese a Darla (non di darla) ma di controllarla, perche' il suo sesto senso gli diceva che li si trovava il pericolo.